Sabayon: Guida al partizionamento manuale
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Sabayon: Guida al partizionamento manuale
Per un utente che si sta avvicinando al mondo Linux e che ha deciso di installare questo sistema operativo sul proprio computer, arriva sempre un momento di fondamentale importanza: il partizionamento. In realtà partizionare un hard disk utilizzando tool a riga di comando (come fdisk) è un procedimento che può creare qualche difficoltà anche ad utenti Linux che sono ormai troppo abituati a tool grafici di rapido utilizzo (come Gparted).
Partizionare un hard disk vuol dire semplicemente suddividere l' hard disk (unità fisica) in più unità logiche e permette di ottenere i seguenti vantaggi:
1) si possono installare più sistemi operativi su uno stesso hard disk
2) si possono condividere delle partizioni tra più sistemi operativi
3) in caso di problemi ad una partizione, nella maggior parte dei casi le altre partizioni non vengono danneggiate
4) si possono effettuare dei controlli su singole partizioni, velocizzando ed ottimizzando i controlli stessi
5) si possono formattare le singole partizioni con filesystem diversi, ottimizzando al meglio l' hard disk
6) si possono applicare delle politiche di sicurezza per ogni partizione (partizione read-only, non eseguibile, ecc...)
Prima di inziare il partizionamento bisogna dire alcune cose: prima di operare sul vostro hard disk è sempre meglio fare un backup dei vostri dati (se presenti) perchè l' imprevisto è sempre dietro l' angolo. Una buona procedura di partizionamento si basa sempre su uno schema di partizionamento che voi avete progettato e semmai appuntato su un foglio di carta. Lo schema di partizionamento rappresenta il modo in cui volete suddividere il vostro hard disk. Progettare uno schema corretto non è una cosa semplice da fare e richiede esperienza. Inoltre ogni schema viene progettato per una determinata macchina e per un determinato utilizzo, quindi non dovrebbe essere copiato ed adattato per altri computer senza averci riflettuto abbastanza.
Il partizionamento è un procedimento molto delicato che se viene fatto in maniera scorretta può anche portare dei grossi svantaggi (e squilibri) per l' intero sistema: frammentazione, utilizzo non ottimizzato dell' hard disk, rallentamenti del sistema, abbassamento del livello di sicurezza, ecc...
Prima di parlare di schemi e startegie progettuali, vediamo che tipo di partizioni possiamo creare. Ci sono 3 tipologie di partizioni:
1) partizione primaria
2) partizione estesa
3) partizione logica
Una partizione primaria è una partizione le cui informazioni risiedono nel MBR (Master Boot Record). Poichè il MBR è molto piccolo (512 byte), è possibile creare solo 4 partizioni primarie. Questo limite ovviamente è molto vincolante e quindi con il passare del tempo si è deciso di introdurre un altro tipo di partizione: la partizione estesa. La partizione estesa è una partizione primaria che però può essere a sua volta suddivisa in altre partizioni che si chiameranno partizioni logiche. Non è difficile, vero?
Facciamo un paio di semplici esempi: se abbiamo deciso di suddividere il nostro hard disk in 4 partizioni, non abbiamo bisogno di creare partizioni estese perchè rientriamo nel limite massimo di 4 partizioni primarie. Se invece vogliamo suddividere il nostro hard disk in 6 partizioni, non possiamo creare 6 partizioni primarie ma possiamo creare 3 partizioni primarie + una partizione estesa che contiene 3 partizioni logiche.
Ora che abbiamo capito (spero!) quali tipi di partizioni possiamo creare, cerchiamo di capire come possiamo organizzare il nostro schema di partizionamento. Prima di tutto voglio dire che per un "utente alle prime armi" che si sta avvicinando da poco al mondo Linux è consigliabile adottare anche uno schema base come il seguente: 1 partizione primaria / + 1 partizione di swap. Vedremo prossimamente quanto deve essere grande la partizione di swap.
Per chi invece ha già una certa esperienza con Linux il mio primo consiglio è chiedersi: quale utilizzo devo fare con il mio computer? Lo schema di partizionamento può cambiare notevolmente in base all' utilizzo (server o desktop). Se utilizziamo il nostro computer solo ed esclusivamente come postazione desktop per uso casalingo, potremo adottare uno schema simile al seguente: 1 partizione primaria /boot + 1 partizione primaria /home + 1 partizione primaria / + 1 partizione di swap. In questo modo abbiamo creato una piccola partizione (50 MB circa) dedicata a contenere l' immagine del kernel ed altri file necessari per eseguire il boot. Poi abbiamo dedicato una partizione più grande (anche alcuni Gigabyte) per la directory /home che solitamente su un computer desktop contiene una grande quantità di file e può tornare utile se volessimo fare il backup dei nostri dati. Per finire c'è sempre la partizione root e la partizione swap.
Questo ovviamente vuole essere solo un esempio di schema di partizionamento che non deve essere adottato automaticamente senza un' attenta riflessione.
Per un computer dedicato ad un utilizzo server, le directory /var, /tmp, /home ed /usr sono delle ottime candidate ad avere una partizione dedicata. In questo modo avremo a disposizione una partizione che conterrà i file temporanei, una partizione per i file di log ed altri file dinamici, una partizione per le directory degli utenti ed una partizione per gli eseguibili degli utenti (e non solo). Così possiamo avere un controllo maggiore sui dati contenuti nell' hard disk.
Un consiglio molto utile che posso darvi per capire quante partizioni creare e soprattutto la grandezza delle partizioni, è il seguente: proviamo uno schema di partizionamento anche semplice, facciamo passare qualche mese durante il quale utilizziamo normalmente la nostra macchina, infine utilizziamo uno strumento che permette di analizzare lo spazio occupato da ogni singola directory. Un' ottimo strumento è Baobab che può essere utilizzato con Gnome e che si trova già nella distribuzione Ubuntu (Applicazioni, Accessori, Analizzatore di utilizzo del disco). In questo modo possiamo vedere come è ripartito lo spazio del disco tra le varie directory e possiamo avere una idea più chiara sull' utilizzo che facciamo del nostro computer.
Si può facilmente notare come è ripartito lo spazio del disco sulla mia macchina che viene utilizzata quotidianamente per uso personale. Le directory che occupano più spazio sono /home che contiene una miriade di file personali (audio, video, immagini, ecc...) e la directory /usr che contiene un gran numero di eseguibili e file vari. Adesso, dopo aver effettuato questo controllo, so che se volessi installare un' altra distribuzione sul mio computer (dopo aver formattato completamente l' hard disk) potrei adottare il seguente schema di partizionamento: 1 partizione primaria /boot + 1 partizione estesa che contiene la partizione logica /home e la partizione logica /usr + 1 partizione primaria / + 1 partizione swap.
La partizione /boot sarà grande al massimo 50MB, la partizione logica /home potrei farla di 7GB per avere sempre un certo margine visto che è una directory che si ingrandisce costantemente, la partizione logica /usr la farei di 3.5GB visto che la dimensione di questa directory solitamente si stabilizza, la partizione swap la farei di una dimensione pari a quella della RAM di cui dispongo ed infine la partizione primaria / potrebbe occupare il rimanente spazio.
In questo schema ho dovuto adottare la partizione estesa perchè se non l' avessi fatto avrei superato il limite di 4 partizioni primarie.
Questo schema sarà sicuramente più adatto rispetto ad uno schema base che prevede solo un' unica partizione in cui risiederanno tutti i file, vero?
Due parole infine devono essere spese sulla partizione di swap. Prima di tutto non siamo obbligati a creare una partizione di swap, in teoria possiamo benissimo farne a meno. In pratica può essere molto utile e qualche volta può salvarci da situazioni critiche. La partizione di swap infatti serve come supporto alla memoria principale (RAM) e viene utilizzata quando il sistema ha bisogno di ulteriore memoria. Se non avessimo una partizione di swap e se il nostro sistema richiedesse una quantità di memoria superiore alla nostra RAM, molto probabilmente il nostro computer andrebbe in crash.
Quanto deve essere grande la partizione di swap? Inizialmente era buona norma creare sempre una partizione di swap che fosse il doppio della memoria RAM del nostro computer. Attualmente con i computer che facilmente hanno qualche gigabyte di RAM, conviene avere una partizione che sia uguale alla RAM e non il doppio. Questa regola però non è fissa perchè se per esempio dobbiamo utilizzare il nostro computer per eseguire calcoli computazionali molto pesanti allora conviene avere una partizione che sia il doppio della RAM.
Vorrei concludere l' articolo con un concetto molto importante: progettare il giusto schema per la nostra macchina è un qualcosa che non è semplice e richiede esperienza. Questo articolo non vuole avere la presunzione di spiegarvi il metodo sicuro che vi permette di progettare degli schemi perfetti per la vostra macchina. Anche io devo imparare ancora molte cose sul partizionamento e sto accrescendo la mia esperienza a riguardo giorno dopo giorno.
Le Partizioni Viste da Windows e da Linux
I due S.O. hanno modi diversi di vedere e gestire le partizioni.
Windows 2000/XP è in grado di vedere gestire solo partizioni con i filesystem FAT e NTFS.
Ad ogni partizione formattata in questo modo Windows assegna una lettera dell’alfabeto a partire dalla C (A e B sono riservate per i Floppy). Se quindi divideremo il nostro hard disk in 4 partizioni primarie (con Special FDisk), 2 FAT/NTFS, una Linux Swap e una Linux Native, Windows vedrà solo le 2 FAT/NTFS e le assegnerà delle lettere, generalmente C e D.
Le stesse 4 partizioni saranno viste da Linux come:
* /dev/hda1
* /dev/hda2
* /dev/hda3
* /dev/hda4
/dev stà per device e viene dopo il simbolo slash “/” perchè Linux vede tutto come directory e monta tutto nel filesystem, il simbolo slash “/” indica la directory radice (directory root) e le partizioni vengono montate all’interno della directory dev.
Hda è l’abbreviazione di Hard Disk A (il secondo sarà hdb, il terzo hdc, etc), mentre i numeri stanno ad indicare le partizioni, i numeri da 1 a 4 sono riservati alle partizioni primarie e a quella estesa (se c’è), i numeri dal 5 in su alle partizioni logiche della partizione estesa.
Nel caso in cui il disco sia partizionato con una sola partizione primaria e 5 partizioni logiche all’interno della partizione estesa Linux le vedrà in questo modo:
* /dev/hda1
* /dev/hda2 (partizione estesa che contiene le partizioni logiche)
* /dev/hda5 (prima partizione logica della partizione estesa)
* /dev/hda6
* /dev/hda7
* /dev/hda8
* /dev/hda9
Linux è in grado di leggere e scrivere sia sulle partizioni FAT che su quelle NTFS, ma il supporto totale alle partizioni NTFS è molto recente, quindi se installate una distribuzione rilasciata prima del 2007 il supporto al filesystem NTFS potrebbe essere solo parziale, cioè in sola lettura.
Creare le Partizioni
Se si installa Linux è necessario dividere lo spazio ad esso destinato in almeno 2 partizioni, una partizione per il S.O. che si chiama partizione root indicata con il simbolo slash “/” e una partizione di swap grande circa come la memoria Ram del PC.
Se si destinano molti GB a Linux è possibile creare una terza partizione come home (/home), vale a dire dove verranno salvati tutti i dati e le impostazioni degli utenti del Pc, per intenderci è simile alla directory Documents & Settings di Windows.
Queste 2 o 3 partizioni le possiamo creare direttamente durante l’installazione di Linux (tutte le Distro hanno degli ottimi tool per il partizionamento del disco (attenzione a scegliere il partizionamento manuale e non quello automatico che potrebbe cancellare Windows) oppure tramite uno dei tanti tool che ci sono in Ultimate Boot CD.
Prendete nota in un foglio di carta delle varie partizioni che avrete creato, segnando capacità in GB di ogni partizione, cilindro di inizio e fine partizione, destinazione d’uso (Windows, Linux, Swap etc.). Linux può essere installato sia su partizione primaria che su partizione logica di una partizione estesa, alcune distribuzioni, sopratutto quelle più vecchie potrebbero non essere installabili in una partizione il cui cilindro iniziale sia superiore al 1024.
Fatte queste premesse, vorrei spiegare attraverso l'uso delle immagini, come partizionare il vostro hard-disk manualmente.
Il partizionamento verrà fatto in questo modo:
/ 20 gb
/home 20 gb
swap 2 gb.
Accediamo alla schermata di partizionamento:

e scegliamo: MANUALLY PARITION WITH DISK MANAGER.
Nella prossima schermata,in alto, possiamo vedere il nostro hard disk rappresentato come un rettangolo, al cui interno viene specificata la dimensione.
In questo caso il mio hardisk è completamente libero.

Un dettaglio della rappresentazione dell'hardisk:

A questo punto procediamo con il partizionare.
Ci basterà cliccare su: NEW.
Si aprirà una schermata come questa:

E' molto semplice.
Cliccate su MOUNT POINT e scegliete /
Cliccate su FILE SYSTEM TYPE e scegliete ext3 o ext2
Nella parte relativa a SIZE, noterete che la dimensione predefinita è 100mb...potete cambiarla a seconda delle vostre necessità
Nel mio caso ho inserito all'interno 20000, dato che mi ero prefisso di creare una partizione / da 20 gb.
Ricordatevi di lasciare come predefinito la scelta FIXED SIZE.
Il risultato sarà il seguente:

Cliccando su ok, vi accorgerete subito che la rappresentazione grafica della vostra partizione è cambiata:

Bene, abbiamo creato la nostra prima partizione.
Ora facciamo lo stesso procedimento con le altre partizioni che ci rimangono, ovvero la /home e la swap.
Dobbiamo cliccare una volta, con il tasto sinistro, sulla partizione free, per selezionarla.
Clicchiamo ancora su new, per creare la partizione di swap.( in questo caso il procedimento sarà leggermente diverso)
Vediamolo:

Per la swap, ci basterà cliccare solo su FILE SYSTEM TYPE e scegliere SWAP.
Impostiamo la dimensione( nel mio caso è di 2 gb) e clicchiamo su ok.
Ripetiamo gli stessi passaggi fatti per creare la partizione /, anche per la /home.

Abbiamo finito.
Questa sarà la nuova tabella delle partizioni:

In particolare, vediamo come è cambiato:

Abbiamo finito, clicchiamo su AVANTI......e buon Sabayon a tutti.
Se notate qualche imperfezione nella guida o avete qualche aggiunta da fare....postate pure.
RINGRAZIO
http://vitedigitali.blogspot.com/2007/11/come-partizionare-l-hard-disk-per-linux.html
per la parte relativa al partizionamento.
RINGRAZIO
Il mio computer e virtualbox per le immagini. :)
Partizionare un hard disk vuol dire semplicemente suddividere l' hard disk (unità fisica) in più unità logiche e permette di ottenere i seguenti vantaggi:
1) si possono installare più sistemi operativi su uno stesso hard disk
2) si possono condividere delle partizioni tra più sistemi operativi
3) in caso di problemi ad una partizione, nella maggior parte dei casi le altre partizioni non vengono danneggiate
4) si possono effettuare dei controlli su singole partizioni, velocizzando ed ottimizzando i controlli stessi
5) si possono formattare le singole partizioni con filesystem diversi, ottimizzando al meglio l' hard disk
6) si possono applicare delle politiche di sicurezza per ogni partizione (partizione read-only, non eseguibile, ecc...)
Prima di inziare il partizionamento bisogna dire alcune cose: prima di operare sul vostro hard disk è sempre meglio fare un backup dei vostri dati (se presenti) perchè l' imprevisto è sempre dietro l' angolo. Una buona procedura di partizionamento si basa sempre su uno schema di partizionamento che voi avete progettato e semmai appuntato su un foglio di carta. Lo schema di partizionamento rappresenta il modo in cui volete suddividere il vostro hard disk. Progettare uno schema corretto non è una cosa semplice da fare e richiede esperienza. Inoltre ogni schema viene progettato per una determinata macchina e per un determinato utilizzo, quindi non dovrebbe essere copiato ed adattato per altri computer senza averci riflettuto abbastanza.
Il partizionamento è un procedimento molto delicato che se viene fatto in maniera scorretta può anche portare dei grossi svantaggi (e squilibri) per l' intero sistema: frammentazione, utilizzo non ottimizzato dell' hard disk, rallentamenti del sistema, abbassamento del livello di sicurezza, ecc...
Prima di parlare di schemi e startegie progettuali, vediamo che tipo di partizioni possiamo creare. Ci sono 3 tipologie di partizioni:
1) partizione primaria
2) partizione estesa
3) partizione logica
Una partizione primaria è una partizione le cui informazioni risiedono nel MBR (Master Boot Record). Poichè il MBR è molto piccolo (512 byte), è possibile creare solo 4 partizioni primarie. Questo limite ovviamente è molto vincolante e quindi con il passare del tempo si è deciso di introdurre un altro tipo di partizione: la partizione estesa. La partizione estesa è una partizione primaria che però può essere a sua volta suddivisa in altre partizioni che si chiameranno partizioni logiche. Non è difficile, vero?
Facciamo un paio di semplici esempi: se abbiamo deciso di suddividere il nostro hard disk in 4 partizioni, non abbiamo bisogno di creare partizioni estese perchè rientriamo nel limite massimo di 4 partizioni primarie. Se invece vogliamo suddividere il nostro hard disk in 6 partizioni, non possiamo creare 6 partizioni primarie ma possiamo creare 3 partizioni primarie + una partizione estesa che contiene 3 partizioni logiche.
Ora che abbiamo capito (spero!) quali tipi di partizioni possiamo creare, cerchiamo di capire come possiamo organizzare il nostro schema di partizionamento. Prima di tutto voglio dire che per un "utente alle prime armi" che si sta avvicinando da poco al mondo Linux è consigliabile adottare anche uno schema base come il seguente: 1 partizione primaria / + 1 partizione di swap. Vedremo prossimamente quanto deve essere grande la partizione di swap.
Per chi invece ha già una certa esperienza con Linux il mio primo consiglio è chiedersi: quale utilizzo devo fare con il mio computer? Lo schema di partizionamento può cambiare notevolmente in base all' utilizzo (server o desktop). Se utilizziamo il nostro computer solo ed esclusivamente come postazione desktop per uso casalingo, potremo adottare uno schema simile al seguente: 1 partizione primaria /boot + 1 partizione primaria /home + 1 partizione primaria / + 1 partizione di swap. In questo modo abbiamo creato una piccola partizione (50 MB circa) dedicata a contenere l' immagine del kernel ed altri file necessari per eseguire il boot. Poi abbiamo dedicato una partizione più grande (anche alcuni Gigabyte) per la directory /home che solitamente su un computer desktop contiene una grande quantità di file e può tornare utile se volessimo fare il backup dei nostri dati. Per finire c'è sempre la partizione root e la partizione swap.
Questo ovviamente vuole essere solo un esempio di schema di partizionamento che non deve essere adottato automaticamente senza un' attenta riflessione.
Per un computer dedicato ad un utilizzo server, le directory /var, /tmp, /home ed /usr sono delle ottime candidate ad avere una partizione dedicata. In questo modo avremo a disposizione una partizione che conterrà i file temporanei, una partizione per i file di log ed altri file dinamici, una partizione per le directory degli utenti ed una partizione per gli eseguibili degli utenti (e non solo). Così possiamo avere un controllo maggiore sui dati contenuti nell' hard disk.
Un consiglio molto utile che posso darvi per capire quante partizioni creare e soprattutto la grandezza delle partizioni, è il seguente: proviamo uno schema di partizionamento anche semplice, facciamo passare qualche mese durante il quale utilizziamo normalmente la nostra macchina, infine utilizziamo uno strumento che permette di analizzare lo spazio occupato da ogni singola directory. Un' ottimo strumento è Baobab che può essere utilizzato con Gnome e che si trova già nella distribuzione Ubuntu (Applicazioni, Accessori, Analizzatore di utilizzo del disco). In questo modo possiamo vedere come è ripartito lo spazio del disco tra le varie directory e possiamo avere una idea più chiara sull' utilizzo che facciamo del nostro computer.
Si può facilmente notare come è ripartito lo spazio del disco sulla mia macchina che viene utilizzata quotidianamente per uso personale. Le directory che occupano più spazio sono /home che contiene una miriade di file personali (audio, video, immagini, ecc...) e la directory /usr che contiene un gran numero di eseguibili e file vari. Adesso, dopo aver effettuato questo controllo, so che se volessi installare un' altra distribuzione sul mio computer (dopo aver formattato completamente l' hard disk) potrei adottare il seguente schema di partizionamento: 1 partizione primaria /boot + 1 partizione estesa che contiene la partizione logica /home e la partizione logica /usr + 1 partizione primaria / + 1 partizione swap.
La partizione /boot sarà grande al massimo 50MB, la partizione logica /home potrei farla di 7GB per avere sempre un certo margine visto che è una directory che si ingrandisce costantemente, la partizione logica /usr la farei di 3.5GB visto che la dimensione di questa directory solitamente si stabilizza, la partizione swap la farei di una dimensione pari a quella della RAM di cui dispongo ed infine la partizione primaria / potrebbe occupare il rimanente spazio.
In questo schema ho dovuto adottare la partizione estesa perchè se non l' avessi fatto avrei superato il limite di 4 partizioni primarie.
Questo schema sarà sicuramente più adatto rispetto ad uno schema base che prevede solo un' unica partizione in cui risiederanno tutti i file, vero?
Due parole infine devono essere spese sulla partizione di swap. Prima di tutto non siamo obbligati a creare una partizione di swap, in teoria possiamo benissimo farne a meno. In pratica può essere molto utile e qualche volta può salvarci da situazioni critiche. La partizione di swap infatti serve come supporto alla memoria principale (RAM) e viene utilizzata quando il sistema ha bisogno di ulteriore memoria. Se non avessimo una partizione di swap e se il nostro sistema richiedesse una quantità di memoria superiore alla nostra RAM, molto probabilmente il nostro computer andrebbe in crash.
Quanto deve essere grande la partizione di swap? Inizialmente era buona norma creare sempre una partizione di swap che fosse il doppio della memoria RAM del nostro computer. Attualmente con i computer che facilmente hanno qualche gigabyte di RAM, conviene avere una partizione che sia uguale alla RAM e non il doppio. Questa regola però non è fissa perchè se per esempio dobbiamo utilizzare il nostro computer per eseguire calcoli computazionali molto pesanti allora conviene avere una partizione che sia il doppio della RAM.
Vorrei concludere l' articolo con un concetto molto importante: progettare il giusto schema per la nostra macchina è un qualcosa che non è semplice e richiede esperienza. Questo articolo non vuole avere la presunzione di spiegarvi il metodo sicuro che vi permette di progettare degli schemi perfetti per la vostra macchina. Anche io devo imparare ancora molte cose sul partizionamento e sto accrescendo la mia esperienza a riguardo giorno dopo giorno.
Le Partizioni Viste da Windows e da Linux
I due S.O. hanno modi diversi di vedere e gestire le partizioni.
Windows 2000/XP è in grado di vedere gestire solo partizioni con i filesystem FAT e NTFS.
Ad ogni partizione formattata in questo modo Windows assegna una lettera dell’alfabeto a partire dalla C (A e B sono riservate per i Floppy). Se quindi divideremo il nostro hard disk in 4 partizioni primarie (con Special FDisk), 2 FAT/NTFS, una Linux Swap e una Linux Native, Windows vedrà solo le 2 FAT/NTFS e le assegnerà delle lettere, generalmente C e D.
Le stesse 4 partizioni saranno viste da Linux come:
* /dev/hda1
* /dev/hda2
* /dev/hda3
* /dev/hda4
/dev stà per device e viene dopo il simbolo slash “/” perchè Linux vede tutto come directory e monta tutto nel filesystem, il simbolo slash “/” indica la directory radice (directory root) e le partizioni vengono montate all’interno della directory dev.
Hda è l’abbreviazione di Hard Disk A (il secondo sarà hdb, il terzo hdc, etc), mentre i numeri stanno ad indicare le partizioni, i numeri da 1 a 4 sono riservati alle partizioni primarie e a quella estesa (se c’è), i numeri dal 5 in su alle partizioni logiche della partizione estesa.
Nel caso in cui il disco sia partizionato con una sola partizione primaria e 5 partizioni logiche all’interno della partizione estesa Linux le vedrà in questo modo:
* /dev/hda1
* /dev/hda2 (partizione estesa che contiene le partizioni logiche)
* /dev/hda5 (prima partizione logica della partizione estesa)
* /dev/hda6
* /dev/hda7
* /dev/hda8
* /dev/hda9
Linux è in grado di leggere e scrivere sia sulle partizioni FAT che su quelle NTFS, ma il supporto totale alle partizioni NTFS è molto recente, quindi se installate una distribuzione rilasciata prima del 2007 il supporto al filesystem NTFS potrebbe essere solo parziale, cioè in sola lettura.
Creare le Partizioni
Se si installa Linux è necessario dividere lo spazio ad esso destinato in almeno 2 partizioni, una partizione per il S.O. che si chiama partizione root indicata con il simbolo slash “/” e una partizione di swap grande circa come la memoria Ram del PC.
Se si destinano molti GB a Linux è possibile creare una terza partizione come home (/home), vale a dire dove verranno salvati tutti i dati e le impostazioni degli utenti del Pc, per intenderci è simile alla directory Documents & Settings di Windows.
Queste 2 o 3 partizioni le possiamo creare direttamente durante l’installazione di Linux (tutte le Distro hanno degli ottimi tool per il partizionamento del disco (attenzione a scegliere il partizionamento manuale e non quello automatico che potrebbe cancellare Windows) oppure tramite uno dei tanti tool che ci sono in Ultimate Boot CD.
Prendete nota in un foglio di carta delle varie partizioni che avrete creato, segnando capacità in GB di ogni partizione, cilindro di inizio e fine partizione, destinazione d’uso (Windows, Linux, Swap etc.). Linux può essere installato sia su partizione primaria che su partizione logica di una partizione estesa, alcune distribuzioni, sopratutto quelle più vecchie potrebbero non essere installabili in una partizione il cui cilindro iniziale sia superiore al 1024.
Fatte queste premesse, vorrei spiegare attraverso l'uso delle immagini, come partizionare il vostro hard-disk manualmente.
Il partizionamento verrà fatto in questo modo:
/ 20 gb
/home 20 gb
swap 2 gb.
Accediamo alla schermata di partizionamento:

e scegliamo: MANUALLY PARITION WITH DISK MANAGER.
Nella prossima schermata,in alto, possiamo vedere il nostro hard disk rappresentato come un rettangolo, al cui interno viene specificata la dimensione.
In questo caso il mio hardisk è completamente libero.

Un dettaglio della rappresentazione dell'hardisk:

A questo punto procediamo con il partizionare.
Ci basterà cliccare su: NEW.
Si aprirà una schermata come questa:

E' molto semplice.
Cliccate su MOUNT POINT e scegliete /
Cliccate su FILE SYSTEM TYPE e scegliete ext3 o ext2
Nella parte relativa a SIZE, noterete che la dimensione predefinita è 100mb...potete cambiarla a seconda delle vostre necessità
Nel mio caso ho inserito all'interno 20000, dato che mi ero prefisso di creare una partizione / da 20 gb.
Ricordatevi di lasciare come predefinito la scelta FIXED SIZE.
Il risultato sarà il seguente:

Cliccando su ok, vi accorgerete subito che la rappresentazione grafica della vostra partizione è cambiata:

Bene, abbiamo creato la nostra prima partizione.
Ora facciamo lo stesso procedimento con le altre partizioni che ci rimangono, ovvero la /home e la swap.
Dobbiamo cliccare una volta, con il tasto sinistro, sulla partizione free, per selezionarla.
Clicchiamo ancora su new, per creare la partizione di swap.( in questo caso il procedimento sarà leggermente diverso)
Vediamolo:

Per la swap, ci basterà cliccare solo su FILE SYSTEM TYPE e scegliere SWAP.
Impostiamo la dimensione( nel mio caso è di 2 gb) e clicchiamo su ok.
Ripetiamo gli stessi passaggi fatti per creare la partizione /, anche per la /home.

Abbiamo finito.
Questa sarà la nuova tabella delle partizioni:

In particolare, vediamo come è cambiato:

Abbiamo finito, clicchiamo su AVANTI......e buon Sabayon a tutti.
Se notate qualche imperfezione nella guida o avete qualche aggiunta da fare....postate pure.
RINGRAZIO
http://vitedigitali.blogspot.com/2007/11/come-partizionare-l-hard-disk-per-linux.html
per la parte relativa al partizionamento.
RINGRAZIO
Il mio computer e virtualbox per le immagini. :)
Re: Sabayon: Guida al partizionamento manuale
Siccome volevo tradurla in Francese e metterla sul Portale , mi accorgo che le immagini sono scomparse !!!
Omar sai che fine hanno fatto ? :x
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fiorello- Saggio di Sabayon Mania




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Re: Sabayon: Guida al partizionamento manuale
Dissolte,scomparse...la fina che si fa dopo che uno si fida dei servizi di hosting free.
Maledetti a loro. :evil:
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Re: Sabayon: Guida al partizionamento manuale
adesso grazie al portale hai comunque 150Mb di hosting su netsons
oppure c'è la gallery qui sul forum
sfruttiamo le cose buone che abbiamo, senza andare a cercare ciofeche free
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Re: Sabayon: Guida al partizionamento manuale
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adesso grazie al portale hai comunque 150Mb di hosting su netsons
Giusto!!! A pensarci prima....le prossime le hosterò tutte lì!

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